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Caso studio: ridurre il tempo di ricerca dei documenti in ufficio

Ogni ufficio accumula documentazione nel tempo. Contratti, fatture, pratiche di fornitori, corrispondenza, report: la quantità di carta che transita e si deposita in un ambiente di lavoro attivo è costante e inesorabile. Il problema non è la carta in sé, ma il tempo che si consuma quando quella carta non è organizzata. E il costo di quel tempo è molto più alto di quanto la maggior parte delle aziende stia considerando.

Una ricerca ha rilevato che gli studi commerciali perdono in media 3,6 ore a settimana per dipendente nella gestione dei documenti. Moltiplicato per il numero di persone coinvolte in un ufficio medio, si ottiene una perdita di produttività che in termini annui equivale a settimane di lavoro effettivo. Non si tratta di distrazioni o inefficienze personali: si tratta di un problema strutturale che nasce da come i documenti vengono archiviati, o più spesso non archiviati, fin dal momento in cui vengono prodotti o ricevuti.

La buona notizia è che il problema è quasi sempre risolvibile con interventi concreti, a basso costo e rapidi da implementare. Non richiede software complessi né revisioni organizzative radicali. Richiede un sistema, strumenti adeguati e la disciplina condivisa di rispettarlo.

Dove si perde il tempo in ufficio: analisi del problema reale

Prima di intervenire conviene capire dove si inceppa il flusso. Nella maggior parte degli uffici che non hanno un sistema strutturato di archiviazione, il tempo di ricerca aumenta per ragioni molto specifiche e ricorrenti.

La prima è la mancanza di un criterio univoco. Uno degli errori più comuni nell’archiviazione dei documenti è non decidere se l’ordine alfabetico riguarda il nome o il cognome, con il risultato che documenti simili finiscono in posizioni diverse a seconda di chi li ha archiviati. Quando più persone gestiscono lo stesso archivio senza un sistema condiviso, trovare un documento diventa un processo che dipende da chi lo ha inserito e dal giorno in cui era in ufficio.

La seconda ragione è la separazione tra archivio attivo e archivio storico. I documenti attivamente utilizzati andrebbero tenuti in prossimità delle postazioni di lavoro, mentre quelli non più consultati regolarmente ma da conservare per fini legali o storici dovrebbero occupare uno spazio separato. Quando tutto convive nello stesso scaffale, ogni ricerca diventa un’esplorazione.

La terza causa, spesso sottovalutata, è l’assenza di etichettatura sistematica. Etichette chiare e precise permettono di identificare rapidamente il contenuto senza dover aprire ogni contenitore, e l’uso di etichettatrici o etichette stampate conferisce un aspetto più professionale e aumenta la leggibilità rispetto alla scrittura a mano. Un raccoglitore senza etichetta sul dorso è un raccoglitore che obbliga a fermarlo, aprirlo e sfogliarlo ogni volta.

Il sistema in tre livelli: archivio corrente, archivio di deposito, archivio storico

Il metodo più efficace per ridurre i tempi di ricerca è strutturare l’archivio cartaceo su tre livelli distinti, ciascuno con strumenti diversi e collocazione diversa nello spazio fisico dell’ufficio.

L’archivio corrente riguarda i documenti in uso attivo: pratiche aperte, clienti attivi, forniture in corso, corrispondenza recente. Questi devono essere a portata di mano dalla postazione di lavoro, organizzati in raccoglitori ad anelli etichettati sul dorso e suddivisi per categoria o cliente attraverso intercalari. Su Loveoffice.it i raccoglitori ad anelli A4 con 4 anelli, disponibili in cartone rivestito o in polipropilene, coprono perfettamente questa funzione. Per i documenti che necessitano di accesso ancora più rapido, le cartelle sospese inserite in appositi cassetti classificatori permettono di sfogliare l’intero archivio corrente con un semplice movimento verticale, senza estrarre nulla. I classificatori in cassettiera con vano portacartelle sospese — come quelli delle linee Presto di Artexport o Practika di Quadrifoglio disponibili su Loveoffice.it — integrano questa funzione direttamente nella postazione, senza bisogno di un mobile dedicato separato.

L’archivio di deposito contiene pratiche chiuse ma ancora potenzialmente utili, tipicamente degli ultimi due o tre anni. Qui la consultazione è meno frequente e la compattezza diventa prioritaria. I registratori a leva con custodia esterna, etichettati sul dorso e organizzati per anno e categoria, sono la soluzione ideale: possono essere impilati o inseriti sullo scaffale in modo ordinato, con il dorso ben visibile. Le cartelle a soffietto con comparti interni disponibili su Loveoffice.it permettono di raggruppare documenti eterogenei relativi allo stesso cliente o allo stesso progetto in un unico contenitore riconoscibile.

L’archivio storico, infine, ospita tutto ciò che deve essere conservato per obbligo di legge ma che non si consulterà mai o quasi mai. Qui entrano le scatole archivio in cartone, contrassegnate con anno e contenuto, da collocare nelle aree meno accessibili dell’ufficio o in deposito. È consigliabile scannerizzare i documenti meno utilizzati per liberare spazio fisico e facilitarne la ricerca in caso di necessità. 

Il risultato di questo sistema, quando applicato con coerenza, è misurabile già nelle prime settimane: ogni documento ha un posto preciso, ogni persona sa dove cercarlo, e il tempo di ricerca si riduce da minuti a secondi. Dove sono stati adottati sistemi di archiviazione strutturati, i tempi di ricerca e consultazione vengono abbattuti in misura significativa. Non serve un progetto di digitalizzazione per ottenere risultati concreti: spesso basta riorganizzare quello che già esiste, con gli strumenti giusti. Sul sito Loveoffice.it trovi raccoglitori, registratori, cartelle sospese, classificatori e scatole archivio per costruire o riorganizzare il tuo sistema documentale da zero, scegliendo ogni componente in base alla frequenza di accesso e al volume dei documenti da gestire.